Il Divano Marziano


Nazismo per accompagnatrici (con fuorviante prologo brasiliano)
Maggio 4, 2008, 12:58 am
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Ronaldo, sulle ali di una lieve imprecisione, raduna tre transessuali in una camera di motel ma ben presto si  rende conto di avere preso una cantonata di quelle sostanziose: dichiarandosi interessato alla categoria merceologica della prostituta femmina – la più antica del mondo, si dice, di certo la più resistente ai rovesci congiunturali –  e a costo di passare per una educanda o un coglione, propone di liquidare lo spiacevole malinteso pagando ugualmente prestazioni che non è più interessato ad ottenere. Sono cose che capitano a tutti: io, ad esempio, appena due anni fa, comprai una specie di spremiagrumi fantascientifico convintissimo di portarmi a casa un frullatore. Per fortuna tornai a cambiare il prodotto in tempo utile e da allora ho un vero frullatore, col quale mi trovo talmente bene che stiamo addirittura progettando di sposarci.  Ma parliamoci chiaro, in questo caso l’anomalia sarebbe stata macroscopica: come un vegetariano di lungo corso che, sorridendo d’incoscienza, riscatta un chilo di Gran Biscotto dal banco macelleria convinto di comprarsi dei frollini per la colazione. Il pover’uomo si deve essere sentito amareggiato, vuoi per il disturbo arrecato alle professioniste contattate a vuoto, vuoi per il consistente nebbione che gravava in quel momento sulle sue facoltà di discernimento: ma ha dimostrato ragionevolezza. A questo punto però, stando ancora alla sua versione, una delle tre accompagnatrici gli ha intimato di sborsare una cifra ben più consistente, intorno ai 20.000 euri, in cambio di un dignitoso silenzio sull’accaduto.

Per gli sviluppi della vicenda potete seguire il sito della Gazzetta, che instancabile ci rimpalla ogni quisquiglia che si pubblica al proposito in Brasile. Ora a me, che sono un blogger esordiente dai biortimi lenti, incapace di stare sulla notizia,  Ronaldo serviva come mero escamotage per portarmi sull’altro scandalo sessuale che in tempi recenti ha squassato il mondo dello sport: trovate un limpido indizio nel titolo del post, ecco, ecco, volevo parlarvi di Max Mosley. Costui, presidente della Fia, Federazione Internazionale Automobilismo, come dovreste sapere a meno di non esservi esposti agli effetti nocivi di un qualunque organo d’informazione da un mesetto a questa parte, è stato immortalato in un video di cinque ore di durata, mentre, in compagnia di cinque prostitute, giuoca al campo di concentramento sadomaso: oltre alle immancabili frustate sul popò, sennò che cazzo di sadomaso è, uniformi a righe come quelle che si usavano ad Auschwitz e Dachau, ispezione dei pidocchi ed altre amenità su questa falsariga. O almeno è quello che sembra di vedere.

Ora non vorrei rubare il mestiere ai toscani ed al Vernacoliere in particolare, io che poi sono romagnolo, ma la domanda sorge spontanea: caro Mosley, tu che sei presidente della Fia, beato te, non potresti avere tutte le fie che vuoi aggratis, invece di pagarne profumatamente cinque per dedicarti al revisionismo storico porno? Ma qui, fortunatamente, ci viene in aiuto la saggezza popolare, suggerendoci che il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero: Max, infatti, è il quartogenito di Sir Oswald Mosley, fondatore nel 1932 della British Union of Fascists (BUF) e intimo amico di Joseph Goebbles, in casa del quale celebrò le sue seconde nozze alla presenza del Furher. Non solo, quando Max nacque, nel 1940, il padre si trovava in carcere, dove rimase tre anni, per le ragioni che potete facilmente immaginare. Ora, l’aspetto realmente inquietante di tutto ciò è che la sinistra ideologia politica che animava Mosley Sr. e alla quale si mantenne coerente fino alla fine dei suoi giorni, sia (o sarebbe, nel caso si tratti di un clamoroso abbaglio, paragonabile a quello di Ronaldo) diventata per l’illustre figliolo oggetto di perversione sessuale: questa banale considerazione apre un ventaglio di opzioni psicoanalitiche che non ho i mezzi adeguati per analizzare in questa sede, ma che rende la vicenda interessante al di là dei risvolti scandalistici di facile presa. Eppoi ai Mosley, sicuramente al padre, al figlio bisogna ancora concedere il beneficio del dubbio, della psicoanalisi importa un fico, in quanto prodotto della decadente cultura giudea, va’ a sapere.

Ora, il prossimo 3 giugno, la nomenklatura della Fia si riunirà per decidere il destino del suo anziano presidente. Il dubbio è se la sua credibilità come uomo pubblico può sopravvivere a questo scandalo. Ad occhio e croce, direi di no. Se un calciatore va a trans, forse ci rimette un paio di sponsor, ma nessuno mette in dubbio le sue capacità agonistiche: il problema di Ronaldo è che forse è arrivato a questi vertici di miseria proprio perchè consapevole di essere un giocatore più o meno finito. Quando ci vanno di mezzo incarichi esecutivi, invece, le valutazioni si fanno più delicate. Mosley in questo senso si trova in una situazione non dissimile da Bill Clinton, che peraltro stava molto più simpatico a tutti perchè l’oggetto del contendere erano dei normalissimi pompini. Però Il buon Bill era reo di consumare le sue scappatelle sul luogo di lavoro, se vogliamo chiamare così la Casa Bianca, mentre Mosley aveva convocato le mignotte a casa sua. Inoltre Clinton, negando recisamente di conoscere la stagista Lewinski, mentendo su un’informazione così basilare, dimostrò di poterlo fare su qualunque altra questione rilevante. Mosley, che ha tutto il diritto di rivendicare una sessualità eccentrica, da un certo punto di vista si trova in circostanze meno complicate: continua a negare lo sfondo nazista, quindi forse sta mentendo a sua volta, ma in ogni caso le intersezioni tra la sua vita privata, per ributtante che sia, e le mansioni presidenziali che ricopre sono davvero molto limitate. Ma di fronte agli scandali sessuali, queste sfumature sono questioni di lana caprina: che sia o meno vittima di un complotto -e visto il bassissimo pedigree dei tabloid inglesi…- come ha più volte dichiarato, Mosley dovrebbe in ogni caso cogliere la palla al balzo e andare a svernare lontano lontano: il Madagascar potrebbe essere un’opzione, dopo tutto Hitler aveva pensato di mandarci in vacanza un popolo tutto.


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Caro Amico, infrango la mia timidezza e ritrosia verso i blog(s) tutti, perchè sono un tuo fan alla fine. Ma soprattutto perchè ti stimo: tu sai usare il detto “questioni di lana caprina”. Ecco perchè. Ciao!

Commento di Lo Scémo




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