Ecco, l’Italia si è nuovamente dotata di un governo: in effetti da qualche mese ci mancava. Le solite facce, d’accordo. Tremonti, Maroni, addirittura quel rompicoglioni di Scajola. Poche le donne, ma d’altronde cosa aspettarsi da chi, appena vinte le elezioni, dipinse l’esecutivo spagnolo, per la prima volta nella storia a maggioranza rosa, alla stregua di un harem? E poi, e poi, l’ossimoro di Sandro Bondi ministro dei Beni Culturali (no, non dirò altro, le parole hanno un peso e un prezzo, non ho voglia di darle via un tanto al chilo).
Epperò se guardiamo bene, un dato di fatto leggermente sorprendente: il Berlusconi IV è forse il governo più gggiovane dell’Italia Repubblicana, vari i trentenni e i quarantenni e non tutti assegnati ad incarichi meramente ornamentali: dribbliamo Mara Carfagna, rinviando al futuro più o meno prossimo un giudizio sereno sulla sua attivita politica, e consideriamo ad esempio Angelino Alfano, ex coordinatore di Forza Italia in Sicilia e ora Ministro della Giustizia. Se Wikipedia non mi inganna, quest’uomo va per i trentotto. Invece Mariastella Gelimini, a suo tempo omologa di Alfano in Lombardia e ora responsabile della Pubblica Istruzione, compirà trentacinque anni fra un paio di mesi. Converrete con me che non si tratta precisamente di due ministeri di basso profilo. Per usare una metafora calcistica, esercizio quanto mai pericoloso quando si discetta dell’uomo di Arcore, queste scelte denotano se non altro una certa attenzione al vivaio: dire che i due erano poco noti al grande pubblico (e pure a me, cacchio) è un garbato eufemismo.
La politica italiana resta geriatrica e Berlusconi stesso, ultrasettantenne, ne è la prova provata ma, senza entrare nel merito delle scelte, stupisce rilevare come sia proprio lui, e non ad esempio il suo predecessore, a mettere in atto questa piccola inversione di tendenza. Intendiamoci, si tratta di minuzie che non spostano più di tanto i termini della questione, ma dopo l’infame battuta sui giovani precari non mi sarei mai aspettato di dover commentare un governo così verde, nel senso di giovane e non soltanto di leghista.
Ma finora ho colpevolmente taciuto, in ossequio al vetusto principio del dulcis in fundo, quella che è probabilmente la caratteristica più innovativa del neonato esecutivo: l’istituzione del Ministero della Semplificazione, affidato a Roberto Calderoli. Se cercate su Internet, qualcuno vi lascerà intuire fra le righe di quale semplificazione si tratta. Io posso solo complimentarmi per la azzeccatissima scelta e rimarcare che Calderoli è davvero l’uomo giusto al posto giusto: a buon intenditor poche parole.
Mi pregunta es, ¿tiene Italia el Gobierno que se merece?… servidor cree que se lo está ganando a pulso con estas reelecciones (mal que me pese).
P.D: uno se pregunta si el hijo de Berlusconi tiene algun atractivo además del caché de su padre.
Ma certo che abbiamo il governo che ci meritiamo.
Calderoli, Bondi, Tremonti alle finanze (perché un indulto, come un diamante, è per sempre)… E i ministeri da femminucce alle femminucce – ben 4 su 21. Prestigiacomo si occuperà dei cuccioli di foca, tanto dell’ambiente non può frega’ de meno a nessuno (bypartisan), Gelmini si vestirà da maestrina dalla piuma rossa di cuore, Meloni si curerà dei gggiovani (di cui, come sopra, non importa nulla né da destra né da sinistra) e Carfagna nientepopò di meno che alle Pari Opportunità. Ahah. Chi meglio poteva assumere questo incarico? Solo Lele Mora, penso. Speriamo che Berlusconi le abbia già regalato il dolce forno e la casa di Barbie che userà per svolgere i propri incarichi di governo!
Che luogo meraviglioso in cui decidere di crescere dei figli e soprattutto delle figlie – continuiamo pure così. Bello, bello, mi piace quasi più del plastico di Cogne!
Buon inizio governo a tutti e ancora complimenti
che magnifico paese, pieno di sorprese
il ministero della semplificazione, che mistero e che gratificazione!
Molto benne!!! (o com s’escrigui!
) T’han quedat molt bé els links, ara, jejeje
He intentat llegir el que escrius però és massa difícil per mi! Tot i axí, faré l’esforç
Salut!