Perfettamente cosciente che in Italia succedono cose ben più rilevanti & inquietanti, ma in ogni caso mi piacerebbe spendere alcune parole – poche, con quello che costano – su una notizia minore quale può essere la recente nomina di Daniele Capezzone, ex segretario radicale, a portavoce di Forza Italia. Abbastanza collaudato il gioco delle parti che ha fatto seguito all’annuncio: il diretto interessato esprime profonda soddisfazione e traccia per sommi capi il piano d’azione per il futuro; la CEI invece, in ossequio a un modus operandi ormai calcificato, esprime preoccupazione, puntando il dito contro l’ingombrante passato ultralaico del Capezzone, tra l’altro acceso oppositore di quella legge 40 sulla fecondazione assistita che tanti consensi ha mietuto nel mondo cattolico, e che all’atto pratico spinge un consistente numero di coppie italiane al turismo procreativo, qui a Barcellona e in altre città europee.
L’aspetto curioso della vicenda risiede nella considerevole rapidità che ha portato l’ancor giovane Capezzone, nel giro di appena un anno e mezzo, dalla carica di segretario di un partito a quella di portavoce di un altra formazione, considerevolmente diversa per storia ed obiettivi. A stupire non è tanto il salto di trincea dal volatile cartello elettorale della Rosa nel Pugno a Forza Italia, quanto piuttosto il drastico cambio di ruolo. E’ infatti lecito attendersi che un Portavoce, senza per questo essere un mero subalterno, sia perlomeno organico al movimento che è chiamato a rappresentare: in questo senso, Elisabetta Gardini e Sandro Bondi, predecessori diretti di Capezzone, forti del loro commovente attaccamento al Presidente, erano poco meno che perfetti. E’ quindi peculiare che Berlusconi abbia scelto come portavoce del partito che ha disegnato a sua immagine e somiglianza, non un militante di lungo corso, ma un forestiero che, così le cronache, ha dato la sua adesione al progetto del Popolo delle Libertà non più tardi di tre mesi fa, e che prima faceva il capufficio da un’altra parte.
Per questo i malumori della CEI mi sembrano parzialmente fuori luogo: Capezzone, a dispetto di un passato dal loro punto di vista per nulla rassicurante, non sarà chiamato ad esporre le sue idee, quali che siano dopo l’abbandono dei Radicali, ma quelle di un partito tutto, che ha una linea definita che a lui, in veste di nuovo entrato è stato giustamente richiesto di sottoscrivere. E’ poi secondario stabilire se il nostro abbia abiurato o meno le sue passate battaglie contro la Legge 40: il fatto stesso di essere entrato in un partito che quella legge votò e sostenne apertamente, disinnesca il significato politico profondo di tutta una parte del suo passato. Non è d’altra parte credibile che un uomo solo possa trasfigurare l’identità di un’organizzazione che, aldilà dell’autenticità della sua vocazione, si è sempre definita profondamente cristiana, piuttosto il contrario: di fatto la nomina stessa, quasi ad orologeria dal momento che Forza Italia come sappiamo si appresta a confluire nel più ampio progetto del Popolo delle Libertà, ha tutto l’aspetto di un test di affidabilità per un personaggio che deve in fin dei conti dimostrare di essere pienamente compatibile col nuovo contesto al quale ha scelto di aderire. Inoltre, ora che non gode più dell’appoggio di Casini e compagni, interlocutori privilegiati delle gerarchie ecclesiastiche e beniamini dello zoccolo duro delle messe mattutine, è difficile ipotizzare che la corazzata berlusconiana si vada a cercare grattacapi innecessari mettendo in dubbio la sua lealtà alla Chiesa Santa-Apostolica-Romana, che nonostante l’ultimo aggettivo piace tanto anche ai leghisti. Semplicemente, questa piccola nota a margine dei recenti avvenimenti politici nostrani è un eccellente dimostrazione di quanto nel nostro parlamento abbondino campioni di quella diffusissima disciplina, che in Italia si pratica perfino più del football, che abbina Tuffo Carpiato e Caduta in Piedi.
Pensa te che io il commento della CEI me l’ero perso. E poi, grazie per i titoli che sai fare.
Ma sullo scudetto dell’Inter, il silenzio?
ehi ma dove sei finito? come stai? cosa fai? con chi esci?
spero che tu stia benone.
un abbraccio
Giuliao