Un aspirante scrittore sognava di realizzare un meraviglioso romanzo incompleto. Immaginava le ultime cinquanta, o trecentodiciotto, pagine inesistenti, intuibili solo da appunti frammentari; assaporava il brusco interrompersi di una trama intricata sullo strapiombo di una ultima pagina che ultima non era. Cominciò a scrivere, ma non sapendo bene dove smarrirsi arrivava sempre a destinazione. In questo modo, mentre una frustrazione sorda montava a poco a poco dentro di lui, completò varie opere di significativa importanza: cessò così di essere aspirante. Dopo anni di riflessione ed altri libri ultimati approdó all’elaborazione di un sottilissimo metodo che avrebbe conferito alla sua Opera la naturale sospensione che solo una morte improvvisa può dare. Il metodo era però talmente perfetto che non si lasciava descrivere: ogni tentativo di razionalizzarlo su carta cadeva miseramente nel vuoto.
Morì quasi centenario, ancora immerso nei meandri del suo labirinto, mentre gli altri, incuranti di tutto, godevano inspiegabilmente degli scarti completi del suo ingegno.
finalmente er bloggaro e’ tornato! bello il racconto, molto bello. non so perche’ ma mi ha fatto pensare a Bouvard et Pecuchet, che ho letto di recente e con grande piacere.
ora mi reco a partecipare a una gara di ripper pulling ; )
buon week end (seguira’ aggiornamento via email)
un abbraccio, giuliao meravigliao
Hm… Ti dirò, l’idea è molto carina, e il racconto è pure scritto bene. L’unico appunto che potrei fare è che non capisco bene le ultime due frasi. Saluti!!
Potéi.
ciao enrico…ma è un tuo racconto???beh io parto il 22 ma di sicuro ci vedremo prima…fatti vivo!
..pronto..pronto! ti ho riconosciuto dal racconto.. Girolamo sei tu?!?
a me dà fastidio che con i libri, i volumi in genere, si vede fisicamente quanto manca alla fine modificando inevitabilmente aspettative circa eventuali colpi di scena o meno. nei film questo in genere non succede (se uno non sta lì a sbirciare l’orologio e il minutaggio del film).
adoro per questo motivo le note, le postfazioni, i cataloghi intergrati nei libri che ti fregano: credi manchino 20, 10 pagine e tac! è finito il romanzo.