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Archive for gennaio 2012

Molto tempo orsiamo, folgorato dall’esempio di Settore, avevo dedicato un post alle chiavi di ricerca assurde che portavano i visitatori casuali, invero pochissimi ma forse più degli intenzionali, ad imbattersi nel mio blogghettino. Ora che sono passati quasi due anni e mezzo, sento la necessità di replicare: anche se spesso lascio colpevolmente queste colonne in stato vegetativo per ere quasi geologiche e anche se soltanto nell’ultimo mese sono riuscito a totalizzare il poco invidiabile risultato di sette giorni sette senza lo straccio di una visita, le chiavi di ricerca, come il calcare nelle lavatrici, si sono progressivamente accumulate fino a garantirmi materiale per un post ingombrantissimo, che vado ora a rifilarvi, con la segreta intenzione di svuotare il solaio fino all’anno prossimo (ecco! potrebbe trattarsi di un appuntamento annuale!). Prima di abbandonarvi al deliquio della lettura, alcune considerazioni sulla natura degli equivoci che portano gli utenti su queste pagine: a causa del suo nome, questo piccolissimo spazio tende ad attirare in trappola appassionati di bricolage e decorazione di interni (divano) e di ufologia (marziano). Posso supporre che entrambe le categorie tendano ad andarsene da qui nello spazio di dieci-quindici secondi, senza neanche riuscire ad elaborare un purché minimo disappunto per l’esito fuorviante della ricerca. Ho attinto a piene mani dalla prima categoria, c’è qualcosina dalla seconda. Abbiamo poi il gruppone degli studentelli fancazzisti che per via delle citazioni letterarie che venano i miei umili scritti arrivano qui in cerca del compitino fatto cotto e magnato. Ma di loro avevo già parlato, e infatti li ho omessi tutti, considerando l’argomento esausto. La mia abitudine a tradurre alcuni dei miei testi nella lingua di Cervantes, porta qui anche coloro che sono alla ricerca di traduzioni veloci che sciattamente affidano alla barra di ricerca di Google: un paio di esempi fanno bella mostra di sé. Ci sono quelli che cercano un disco specifico, e perlomeno trovano una recensione, senza troppe deviazioni: tutti omessi perché tutti azzeccati, senza storia. C’è poi il gruppetto vario ed eventuale di internauti rimasti impigliati nella rigida letteralità dei criteri di ricerca, e da tre o quattro parole fuori contesto, finisce per trovare cose di cui suppongo non possa fregargliene di meno: terreno fertile. Numerosissimi quelli che continuano ad usare internet come macchinetta sfornarisposte e digitano nella barra di ricerca quesiti improbabili nella più totale inosservanza di ogni criterio grammaticale ed ortografico: categoria che mi ha dato delle gioie incredibili. E poi il grosso: quelli che cercano prestazioni sessuali e/o pornografia, sono anch’essi immuni agli effetti benefici di grammatica e morfosintassi e sono grezzi come la carta vetrata al posto dell’igienica: particolarmente nutrito il sottoinsieme dei gerontofili che vogliono vedere scopare un’anziana, spessissimo su un divano. All’inizio mi facevano ridacchiare, poi mi sono venuti a noia e li ho praticamente omessi. Mi piace pensare ai processi caotici che li portano qui e all’infinitesimale interruzione della foia che gli devono causare le mie parole: mi fa sentire sulle spalle per una frazione di secondo la bizzarria del mondo. Detto questo, detto (finalmente) tutto, buona lettura, che qui va per le lunghe. I risultati sono in ordine alfabetico.

ammazzamosche inventore: piacevole dimostrazione di una curiosità intellettuale capace di superare la forza soverchiante dell’abitudine che ci porta a credere che tanti piccoli oggetti quotidiani siano sempre esistiti. Però non sono riuscito a trovare la risposta. Ad ogni modo questa chiave vince a mani basse il premio della critica sbaragliando sul nascere la concorrenza.

answers maicol gecson e maicol gecson e video maicol gecson interrompe: finalmente anche su questo blog qualcuno ha cercato Maicol Gecson! Mi do da solo il benvenuto nella grande famiglia dei blog rispettabili! E mi hanno cercato pure Cempions Lig! Giubilo!

apparizzioni marziani: teribbili!

basterebbe questo a minimizzare le implicazioni della vicenda, eppure il dibattito che ne è seguito, dentro e fuori dalla politica è: il caso commovente e inspiegabile di qualcuno che ha digitato una frase lunghissima di un mio articolo. Ma perché lo ha fatto? Sono sicuro di non essere stato io in un pomeriggio di noia.

brani jammabili: mi piacerebbe poter aiutare i tre internauti che mi hanno trovato così. Vi immagino in sala prove a sudare mentre con un gioco di sguardi cercate di intendervi su dove portare le vostre improvvisazioni su tema.

cafe hirsutismo: mi vuoi forse dire che c’è una relazione diretta fra il consumo di caffè e l’aumento di peluria sul corpo?

calcolo dell’anno marziano: noto con sollievo che c’è anche qualcuno che usa internet per implementare la sua cultura su temi nobili come l’astronomia. Grazie per essere passato sul mio blog anche se non avevo nulla di interessante per te.

cartoline religiose di pittori famosi: finalmente una idea regalo diversa dal solito! E costa pure abbastanza meno degli ammenicoli tecnologici per cui la gente impazzisce oggidì.

casa dell’impiccato tono casa bianca: una riflessione ermetica sulla persistenza della pena di morte negli Stati Uniti. Ma il presidente non può molto, ogni stato dell’Unione ha una legislazione specifica in materia.

cazzi in treno: suppongo che quelli in dotazione agli Eurostar siano più grossi. D’altronde la qualità del servizio si paga.

che significa que ya estamos casi en navidad traduzione italiana? Che ormai siamo quasi sotto Natale. Scusa se ti ho risposto tardi, nel frattempo sono già passate le feste.

chi é contro berlusconi: caso di piccolo lacchè berlusconiano, probabilmente assunto con contratto precario presso il coordinamento centrale del PdL a Roma, incaricato dai superiori di trovare informazioni, e preferibilmente nomi, sui pericolosi militanti della galassia antiberlusconiana. Sembrano un tantinello ingenui i criteri di ricerca, però.

come rivestire il mio divano in ambiente arte povero: prova con carta assorbente da cucina usata.

commento a the ballad of the skeletons: aggiungiamo con piacere Allen Ginsberg all’elenco degli autori che studenti svogliati cercano invano di comprendere su queste pagine.

coraggio forma divano: ho sempre creduto che con un pizzico di coraggio nella vita si può fare di tutto, ma per questo bisogna essere degli autentici demiurghi.

cosa mettere sopra un divano: il tuo culo flaccido, per esempio.

cosa vuol dire se sogno che rubo un settimanale enigmistico: può deporre a favore del fatto che tu sia un pezzente, nella forma mentis ancor prima che nel portafogli. Da che mondo è mondo, le riviste di enigmistica, sia la Settimana Enigmistica che le innumerevoli imitazioni, costano due lire. E poi, importa davvero che si tratti di settimanale o mensile? O dai, provo a risponderti seriamente, può significare che senti il tuo futuro a breve termine come qualcosa di così indeterminato che non ti ci puoi relazionare normalmente. Almeno ci ho provato.

crepet magnifico: ma tu lo preferisci con o senza baffi?

differenze tra i tabloid inglesi e i giornali di gossip italiani: e giustamente questo internauta lungimirante non vuol fare di tutte l’erbe un fascio e cerca su internet elementi e chiavi di lettura che gli possano permettere di determinare una specificità nazionale nell’approccio al pettegolezzo. Perché il Sun non è mica Novella 2000.

divani del cazzo: ti sei rotto il piede più di una volta dandogli un calcione in un momento di rabbia, vero? Sennò non ho altre spiegazioni per la tua ricerca.

divano a forma di punto interrogativo: se quello di Dario Fo era un Mistero buffo, questo almeno dovrebbe essere un mistero comodo.

divano davanti porta ingresso: non vogliono farti entrare, è evidente.

divano diabolik: quando l’ispettore Ginko cerca di sedercisi sopra, il divano si sposta a tutta velocità in un’altra stanza.

dove e la plaza de catalunya sulla cartina: ragazzo mio, cerca su Google Maps! O devo fare tutto io?

è giusto mettere lo specchio sopra il divano? Questo è un dubbio che, in varie forme, assilla più di un navigatore. Sarà per una a me sconosciuta convinzione che tutto ciò porti sfiga? O è un più concreto timore che si stacchi e cada rovinosamente sulle teste degli ospiti?

effetti decapitazione: perdita della ragione, vuoti persistenti di memoria, irresolutezza cronica. Effetti positivi: molteplici, fra i quali l’azzeramento assoluto dei rischi di calvizie.

films porno par telepass: cos’è, una raccolta punti per fidelizzare gli utenti del servizio? Sagacissimi, alla Società Autostrade…

fumare di nascosto: mi hanno sempre detto tutti i fumatori che è un piacere irripetibile. Vedere socialmente accettato il proprio vizio deve essere molto meno elettrizzante. “Ah, bravo, ti sei acceso una sigaretta, mi hai dato un’idea, l’ultima l’ho fumata già tre ore fa”. Che palle. Pensare invece ai genitori che ti colgono in fragrante e ti rovesciano addosso improperi e nomi di malattie dell’apparato respiratorio -per il consenso informato- deve invece avere tutto il sapore esaltante del proibito.

gelimini berlusconi pompini: colpisce l’articolata struttura metrica di questo decasillabo, fitta di rime interne.

gioco uomo che salta il divano: dai, prova a stilare un regolamento di massima, poi lo controlliamo insieme, così magari inventiamo un nuovo passatempo per le lunghe serate invernali. Propongo però di allargare la partecipazione anche alle donne.

giornali per adulti: ai circa dieci utenti che sono capitati sul mio blog digitando questa chiave di ricerca o altre similari, va tutta la mia solidarietà e il mio appoggio. Se li trovo presso una qualche rivendita di libri e giornali usati, vi tengo da parte un po’ di numeri di “Caballero”. Chissà se lo pubblicavano anche qua in Spagna. Di sicuro, lo avrebbero pronunciato correttamente.

guida video come penetrare ano da davanti supino: e arrangiati un po’ cazzo. Non sono forse famosi gli italiani per la loro inventiva?

hip hop italiano lettres a tutta da dedicare a berlusconi autostrada: ho cercato risposte per circa un quarto d’ora del mio tempo che non tornerà mai più. Ma forse ne ho trovato qualcuna: digitando Berlusconi e autostrada si trova su Youtube questo rappaccio incazzatissimo. Ma ho deciso di non sparare sulla croce rossa.

i numeri 10 al lotto di oggi volevo sapere anche cuando e la vingita con il 3 10 al lotto grazie: internet come l’ufficio informazioni cazzi vari, l’ortografia come un ricordo spiacevole ma fortunatamente ormai sbiaditissimo.

il mio ruolo negli ultimi mesi non era stato così deprimente come mi avevi dichiarato: se si tratta di una citazione di qualche opera in concreto, fatemi sapere. Sennò la gente dovrebbe piantarla di scrivere i suoi pensieri nella barra di Google con l’imperscrutabile speranza di trovarli spiattellati paro paro in altre pagine internet. Coltivate l’originalità dei vostri ragionamenti.

l’anello di congiunzione forte è questo, per me: sei adesso quello che avevo cercato, anche se non sapevo che cercavo te !: cosa ti hanno risposto? E perché mai hai digitato questa improvvisa illuminazione su Google?

laddove avevo bruciato: ci sarà rimasta della cenere. Ma poi il vento se la sarà portata via con sé. Ma cosa avevi bruciato di preciso?

le idee contro berlusconi: il centrosinistra, sostanzialmente, non ne ha avute.

lezioni di scacciapensieri strumento monocorde: caso rarissimo di persona che, all’atto di cercare lezioni di musica, esprime contemporaneamente un parere critico piuttosto duro sulle limitate possibilità espressive dello strumento che ha deciso di (o più probabilmente che è stato obbligato a) suonare.

linguaggio dei sogni divano nero: dai, pensaci un po’… divano… nero… l’eterno riposo, guardare un film con al fianco la triste mietitrice che mangia i popcorn senza neanche scoppiarli previamente… non hai più voglia di vivere, evidentemente.

marziano immaginario: è da più di cent’anni che la letteratura fantascientifica ne immagina. Se davvero ci fossero, sarebbe carino da parte loro battere un colpo (o forse si sono estinti e ci vuole una medium con specializzazione in ufologia!).

miopia galoppante significato: se al momento di premere Invio non riuscivi più a mettere a fuoco le risposte, forse avevi già trovato la risposta che cercavi. Qualcuno che gliela legga, per favore?

modo simpatico per definire il divano: poggiaculo, isoletta di riposo, pomiciatoio. Tre ti bastano?

movie vagine spalancate: non ingrandire troppo l’immagine o potresti avere la spiacevole sensazione di essere precipitato in un documentario su… chessò, la degenerazione cellulare. Per fortuna il sonoro dovrebbe riportarti sulla retta via.

nazzismo in brasile: “ce vorrebbe propio, dopo tutti ‘st’anni de governo de ‘sti comunisti. C’ho la saudade delle dittature militari”.

nome sito in brasile di accompagnatrici: echeccazzo, prova almeno a tradurre i tuoi criteri di ricerca col Google Translate! In Brasile parlano por-to-ghe-se!

nipponiche accompagnatrici: c’è gente che pagherebbe pur di sapere se le giapponesi hanno davvero la figa a mandorla. Permettetemi di compatirvi.

non spedito tagliando elettorale referendum: non preoccuparti, ce l’abbiamo fatta anche senza di te, caro il mio elettore della domenica.

paolo crepet wikipedia: è già la seconda volta che me lo cercano e io non l’ho nemmeno mai menzionato. E poi come è possibile che tu, oscuro internauta, con una chiave di ricerca così precisa sia potuto finire sul mio blog? Hai visto la teoria del caos?

perchè contro berlusconi: puramente per invidia e odio, lo confesso. Ma l’amore mi sconfiggerà. Sempre.

perdere le chiavi è pericoloso? Suppongo che molto dipenda da dove le perdi. Quasi nessuno tuttavia dovrebbe essere in grado di ricollegarle alla tua porta solo osservandone le scanalature. Danni immediati per la salute non dovrebbero essercene.

portare il cappello forfora: secondo me non risolve davvero il problema. Dovresti andare alla radice. O ti riferivi al colore del cappello?

portare il cappello la sera: è utile per non sentire il peso del tramonto, e poi dell’oscurità, sulla testa.

quale +marcha della lavatrice piu buono: caro utente, probabilmente straniero, non so cosa dirti. Non ho mai comprato una lavatrice in vita mia. Ho sempre usato quelle che trovavo negli appartamenti dove andavo a stare. Buona fortuna, comunque.

quali sono le tasche da scucire: quelle che contengono i segreti più ambiti, quelle che, scusate il bisticcio di parole, non conosci come le tue tasche.

racconti fantascientifici aiutoooo yahoo answer: un professore evidentemente estroso, evidentemente annoiato dalle tiranniche esigenze dei programmi ministeriali ti ha ordinato di partorire un’opera breve di science fiction. E tu, studentello che probabilmente non hai nemmeno letto Twilight, non sai da che parte cominciare. Ma, mannaggia a te, ho avuto modo di scoprire cbe gli utenti di Yahoo Answers possono dare prove di straordinario altruismo: fosse stato per me…

rumori della mattina presto: fuori, il canto degli uccelli, un colpo di tosse di un lavoratore mattiniero. Dentro, il fruscio inquieto dei lenzuoli di chi si rigira nel letto mentre la sveglia si avvicina. I sogni, non fanno rumore alcuno.

saggio breve: il ruolo dell’artigiano nel 2009: in fondo, il bello dei temi della maturità è che costringono i candidati a crearsi frettolosamente opinioni poco ragionate e per nulla documentate su argomenti ai quali non ripenseranno mai più per tutta la durata della loro vita terrena.

simuore immediatamente con la decapitazione: non ne ho idea, ma se ti capita di essere decapitato, non dovresti avere troppo tempo per pensarci su.

si puo’dire seduti nel divano: suona piuttosto male, ma non credo sia un reato perseguibile dalla legge.

sogno divani divani: tu lavori tutto tutto il giorno in piedi, vero?

spiegazione di punti di fuga differenti nella prospettiva pittorica: l’incoercibilità del reale ai limiti strutturali della vista umana? Piaciuta la supercazzola?

studio aperto marziani: a fine intervista, i marziani hanno smentito l’infamante diceria che li voleva intenzionati a rapire Belén Rodríguez e Manuela Arcuri per scopi scientifici. E ora, un servizio su un cucciolo di tigre davvero molto particolare!

troia si sfonda il culo con grossa zucchina video: sicuramente si è sfondata le porte con un cavallo di legno, ma è stato talmente tanto tempo fa che dubito che tu possa trovare video su internet.

ubriaca persa pipì: fatevi una vita, su internet ci sono anche un sacco di enciclopedie e le ricette di suor Germana. O la classifica perpetua della Serie A.

un uomo morto andando con una prostituta nel 2009 di casalecchio: uh, questo è materiale per l’emerito professor Brunvand! Una leggenda urbana in piena regola! E poi come finisce? Al momento del pagamento la prostituta si gira un secondo e il cliente scompare? Si decompone di colpo? Arrivano i diavoli dell’inferno che gentilmente si scusano con la professionista, la pagano profumatamente per il disturbo e lo spavento e si portano via il morto lanciandogli severi moniti del tipo “adesso vedrai come ti facciamo passare la voglia di ripetere certe bravate”? Affascinante la sintassi pericolante della frase che fa sembrare “nel 2009 di Casalecchio” un complemento di stato in luogo figurato, un po’ come “nella quiete della sera”.

vaccate: servizio ineccepibile, nevvero? E’ soddisfatto, carissimo utente?

vedere microscopiche luci bianche in aria: è sempre successo anche a me, non ti preoccupare. E microscopici filamenti, anche. Non so se dipende da una miopia che farebbe sembrare Mr. Magoo un occhio di lince. Quando ero bambino mi piaceva credere che si trattasse di benevole presenze aliene. Ad ogni modo ti consiglierei di vedere un oculista. Oh, vedere, che involontario slancio di simpatia!

video di una coppia che gode scopare davanti a uno sconosciuto: questa l’ho messa solo perché quel “gode scopare” spalanca orizzonti accecanti (come la masturbazione secondo i preti) sulle possibili evoluzioni della lingua italiana.

“vivo a barcellona”: beh, io sì, già da qualche annetto. Vuoi informazioni più dettagliate?

voglio aprender corso de guitar: e per favore, che le lezioni siano in europanto. Siamo cittadini di un’Europa senza più frontiere.

voglio leccartelo: non sono sicuro di volere che tu me lo lecchi così su due piedi. Puoi mandarmi una foto recente e una cartella clinica aggiornata?

Fine. In linea di massima, arrivederci al 2013 per una nuova infornata (ho come il sospetto che ci arriveremo senza neanche rendercene conto).

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(un lipogramma relativamente facile e ammiccante)

La tua birra. No, non ti preoccupare, stasera offro io: devo prendermi sul serio, da domani comincio il programma antifumo. Sul serio. Se ti offro una birra e brindiamo all’imminente fine del mio tabagismo severo, creo un precedente, ci sono i testimoni e mi sento obbligato a continuare. No, tranquillo, nel caso abbandoni i miei piani, una fine ingloriosa, non ho in programma di far fuori i testimoni. Non sia mai che scopro che l’omicidio è come le sigarette e le ciliegie, perché poi è pure penalmente rilevante. Beh, sì, ho quella brutta tosse che tutte le mattine mi garantisce un bel risveglio di cacca, tempo di aprire gli occhi e partono già le prime scariche, ma alla fine, fosse per me, probabilmente non muoverei un dito fino agli ultimi sei mesi di vita diagnosticati da un medico ottimista. Oh, tu lo sai come sono fatto, non ho una volontà di ferro, sono pigro, e alla fine anche le cattive abitudini ti danno un senso di piacevole familiarità. E poi sono coreografiche: quando mi accendo una sigaretta nei momenti di indecisione, sento che sto interpretando la mia vita con un certo fascino… Alla fine è tutta colpa di Laura, mi ha veramente rotto l’anima, e considerando che sono ateo è un grande risultato e pure una specie di gioco di prestigio. E non puoi continuare così, e sei ancora giovane per avere una tosse cronica così, e tutte le mattine mi svegli prima del tempo, manco fosse per darmi un bacio. Tu che hai studiato psicologia, non sarà mica che tendiamo a trasferire nella nostra dolce metà una gran parte del superego? Sì… cacchio, come l’impresa grossa che smobilita dai paesi ricchi e sposta tutto in Romania, in Cina… Hum, vabbé, dai, un paragone che non sta in piedi. Ho detto una vaccata. Lasciamo perdere. Allora, finisco di spiegarti, poi mi racconti com’è andato il colloquio, che son curioso, è come se adesso avessi l’allenatore, lei mi stila un programma, ed io, docile, eseguo. Ok, eseguirò, non ho ancora fatto un tubo. Anche se mi girano già le palle, mi sei testimone anche in questo. Ma è un po’ come scaldare i motori, no?

Lei dice, e mentre lo fa, credo io, semplifica alla grande, che se non ci pensi, le abitudini perdono il loro peso, tu quasi non ci fai più caso, e loro volano via, come evaporate: e insiste, e secondo me questa è un po’ una menata, che il punto è proprio non pensare a priori, perché smettere di pensare è già un grossolano errore di metodo, visto e considerato, che così facendo, creiamo con le nostre mani un prima e un dopo, un pieno e un vuoto, e questo vuoto si riempie con un dolore o un rimpianto, vuoto non resta quasi mai. Sì, sì, grossomodo sono parole sue, non sto abbellendo più di tanto. Che poi, mi chiedo io, uno per avere voglia di fumare non è che deve pensarci, non so te, ma io non ho mai avuto bisogno di pianificare. Ok, quando dici “adesso mi faccio una bella sigaretta”, ma non è mica un progetto Allora, dice lei, e nello sguardo le noti un sincero intento didattico, se vuoi ridurre il numero di sigarette quotidiane, cancella semplicemente l’idea che per quindici anni filati hai viaggiato alla media di quasi un pacchetto al giorno, stabilisci una soglia massima accettabile, per esempio dieci sigarette e non guardare oltre. L’undicesima, quella che normalmente ti sparavi appena fuori dal lavoro, boh? chissà dov’è? oltre i tuoi pensieri, anche se il pacchetto a metà ti suggerisce, maledetto lui, che potresti fumare ancora. I tuoi pensieri finiscono a dieci, e insieme a loro i tuoi bisogni. Lo so, magari poi scopro che ha copiato tutto di peso da uno di quei libracci ignobili, tipo The secret dei fumatori. E’ come comprare una macchina più piccola: il serbatoio è più piccolo, e ci sta meno carburante, capisci? E il tuo obiettivo è andare a piedi, uscire a fare una passeggiata con le tue gambette. E’ il contrario di uno sprint finale, insomma: quando uno ricomincia a correre e l’ultima volta è stata alla fine delle medie, conviene partire piano, dosare le energie, aggiungere poco a poco. Ecco fai così, comincia togliendo il minimo. L’ideale sarebbe che tu facessi le due cose contemporaneamente, sottrarre sigarette e aggiungere chilometri, ma forse, lo capisce da sola, ti sto chiedendo troppo. Magari per il tuo compleanno ti regalo una tuta. Mi stai seguendo? Sono un po’ confuso, lo so, troppe parentesi aperte.

Ovviamente, le piace un casino fissare obiettivi, tabelle di marcia, quando le dieci sigarette saranno un traguardo acquisito e sarai pronto a diminuire ancora, i tuoi pensieri si fermeranno più indietro: cinque? Cinque. Non oltre, ti fermerai sulle dita di una mano, e con l’altra, dietro la schiena, potrai grattarti o massaggiarti a tuo piacimento. Questa cosa della mano libera per grattarmi mi fa un po’ ridere: grattarmi come un premio perché fumo meno. Quando me lo ha detto mi sono pure chiesto se se l’era studiata o se le era venuta così. Se ti metti in questo ordine di cose, dice lei, sicuro che smetti di fumare. Io finora non ho fatto troppa pubblicità in giro, perché poi se non ce la faccio? Parlarne con te è proprio come andare dal notaio. A me, a dir la verità, il metodo, non è che convinca granché: sarà quella patina di cinismo che mi è venuta immedesimandomi per troppo tempo in Clint Eastwood, saranno tutte pose, le mie, però, accidenti, mi sembra tutto così terribilmente buonista… Dai, come quella proposta che girava anni fa, sarà stata una leggenda urbana? di mettere le pubblicità antifumo nei film vecchi, classico del cinema in bianco e nero, Humphrey Bogart con l’enfasi a puntino che se ne accende una e, in sovrimpressione, nuoce gravemente alla salute. Insostenibile. Buonista, cacchio. Ma forse, se smetto di fumare mi libero anche del cinismo, cosa dici? Laura, quando ho cominciato a fumare, non mi conosceva, ma lei è sicurissima che io faccio parte della specie, che a me sembra ormai estinta, dei fumatori adolescenti aspiranti duri. Io la guardo con occhi dubbiosi ma poi non ho il cuore di contraddirla, mi dispiace frustrarle le teorie, ci sta mettendo del bello e del buono, che le dico, ho cominciato a fumare perché mi annoiavo? Il pomeriggio non studiavo, le parole dei libri non riuscivo a spostarle dalle pagine alla memoria e allora, col cervello in bianco, restavo a guardare le volute di fumo delle mie prime sigarette che riempivano sottilmente tutta la camera, fino a sparire completamente. Prima di accendermene un’altra rimanevo un bel po’ a occhi stretti a scrutare il fumo per assicurarmi che si fosse davvero dileguato, poi ricominciavo il gioco. Siccome sono sempre stato un incostante, a volte mi distraevo dai ghirigori della sigaretta e buttavo un occhio a quella palla di Montale: qualcosa ho imparato, alla fine. Forse il tabagismo è stata la contropartita da pagare per quel terrificante trentotto sessantesimi. Prima che tornasse mia madre, col favore della primavera, aprivo tutte le finestre. Oh, sono riuscito a tenerglielo nascosto fino alla fine del contratto con l’Infotech, sì, sì ci ho lavorato due anni esatti. A proposito, ‘sto benedetto colloquio? Sei andato bene?

Dai, son contento. Adesso vuol cambiare lavoro anche Laura. Vediamo come butta, son tempi di vacche magre. Ma sai poi cos’è che mi fa paura di smettere di fumare? E se ingrasso come un maiale? Mio cugino, che sembrava Iggy Pop, non si è mai più ripreso, ogni tanto lo guardo di straforo, lo ricordo venticinque chili fa e stento a capacitarmene. Lui però la prende con filosofia, dice che per lavorare alle poste bisogna averci il fisico e quando era asciutto e nervoso stonava con l’ambiente, adesso ci si confonde perfettamente. Non è una prospettiva invitante, un problema via l’altro, così. Ma sai cosa? Se arrivo a ingrassare, appunto, vorrà dire che avrò smesso di fumare e quindi, che il metodo antifumo di Laura è efficace. Potremmo ripeterlo col cibo, una bella dieta passettino dopo passettino, poi magari ricomincio anche a correre. Abbiamo fatto trenta… Ridurre le calorie, ridurre le calorie… Se tutto va come deve, però, quando sarò lì a soffrire perché niente bis di ragù di lepre, ricorderò all’improvviso che dopo il pasto mi sarei acceso una paglia e che non ne ho più bisogno. Laura dice così, che dipendere da qualcosa è tutto un fatto mentale, se lo superi poi non te ne accorgi nemmeno, appunto, un giorno ti guardi attorno e vedi che manca un dettaglio nel paesaggio. Come il giochino della Settimana Enigmistica, solo che lì i dettagli erano sette, o anche di più: io ero bravissimo. Ho sempre avuto del colpo d’occhio. Tipo, ti eri accorto che dall’ultima volta hanno cambiato il divanetto là in fondo, quello dell’ultimo tavolino? Quando siamo venuti il mese scorso non c’era ancora, c’era quello marrone brutto ma comodo. La prossima volta, dobbiamo testare il divanetto nuovo. O pure stasera… se quella coppietta là fa tanto di andarsene… Che ora è? Ok, adesso andiamo, lasciami finire con calma la birra, anch’io ho la sveglia domattina. Come non detto, mi sa che lo proviamo solo al prossimo giro, peccato, ero curioso. Quando arriverò a metterci le chiappe sopra, finalmente, sarò ormai a buon punto col programma, sarò quasi disintossicato. Pensa che bello. E dall’esterno, nessuno noterà il cambiamento, ma quando uscirai tu, io non ti accompagnerò più. Spero. Te fuori e io qui tranquillo a guardare i poster sui muri. Un lusso, visto che li conosco a memoria. Oh, non ti incacchiare, era per dire, lo so che non sono ancora passato dall’altra parte della barricata, mi stavo lasciando trasportare. Dai facciamo pace, adesso usciamo e ci facciamo l’ultima insieme. Sono le undici e tre quarti, facciamo in tempo a fare tutto. Ho detto che comincio domani e non penso di venire meno alla mia parola. Ma occhio che non mi scappi l’orologio, controlla anche tu, sennò cominciamo malissimo.

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