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Archive for ottobre 2014

Una volta, il cielo lo si pregava. Ora, più urbanamente, ma anche in linea con l’irrefrenabile secolarizzazione che ci ha disgiunto quelle mani un tempo così pie, ora, ci si limita a chiedergli informazioni. E quindi lui, ancorato al cortiletto di erba stentata, guardava in alto, chiedendo alla volta celeste quando si sarebbe finalmente fatto buio in quella giornata così aspra, e lei, con una risposta lunga, pensosa, solo apparentemente esitante, finiva col lasciarlo in un’oscurità così convincente che avrebbe fatto fatica a ritrovarsi le stringhe delle scarpe. A domanda risposta, ma lui, quasi timoroso di un ripensamento, indugiava coi piedi aderenti a quei quattro ciuffi di un verde penoso, perché nonostante tutto gli permaneva dentro un rancore dello stesso colore della notte, che non avrebbe saputo come mimetizzare altrimenti. C’era qualcosa di intollerabile, di oltraggioso, in quel ritmo perenne di un giorno al giorno, un’offesa all’urgenza che lo soffocava, un bisogno febbrile di ovattare certuni sentimenti acuminati con un sacco pieno di tempo già digerito. In assenza di nuove, di appunti a margine, di rettifiche, di note di colore a fatti ormai sbiaditi e definitivamente incompiuti, davvero, non c’era motivo che il tempo fosse così disperatamente analitico. E il trascorrere di un paio di stagioni tumefatte dal dolore era una soluzione in cui i ricordi si diluivano senza che i problemi si risolvessero. E l’avanti veloce dei vecchi filmini di famiglia, salvifico nell’accorciare la ripetizione di una noia prima vissuta poi registrata, non era opzione disponibile. Ma in un capriccio di cui scorgeva benissimo il carattere infantile, avrebbe voluto che una forza aliena, dispotica, lo pervadesse senza preavviso e ne accelerasse i movimenti in quello stesso modo meccanico, comprimendo in pochi spiccioli di giornata i tempi morti che lo opprimevano e depositandolo al momento desiderato, quando cioè sarebbe valsa la pena di fermarsi a guardarsi vivere, una volta guadato il male. Ma non erano contemplati sconti di pena, salvo quelli che sarebbe stato capace di accordarsi camminando a velocità normale. Al momento, indubbiamente, nessuno.

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